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Il “Centro di ospitalità” per mamma e bambino, vittima o a rischio di maltrattamento, si configura come una comunità-alloggio, dove si realizzano interventi residenziali educativi, di sostegno al minore e alla madre e di supporto alla funzione genitoriale. La comunità accoglie, per periodi di tempo medio-brevi (6 mesi- un anno), fino a sei nuclei madre/bambino che - per problemi di maltrattamento o abuso, o per situazioni a rischio – abbiano bisogno di essere allontanati dalla famiglia di origine ed inseriti in un luogo salvaguardato. Il Centro di Ospitalità rappresenta uno spazio protetto e di osservazione della relazione mamma/bambino; offre un luogo che tutela e protegge il minore, permette alla madre di ri-orientarsi nel proprio progetto di vita e di genitorialità; permette inoltre al Servizio che ha in carico il nucleo di decodificarne le dinamiche, ri-progettarne il percorso e formulare interventi educativi appropriati ai bisogni emersi. Nella struttura, rivolta a nuclei provenienti da situazioni relazionali e familiari disfunzionali, la “cultura dell’accoglienza” costituisce uno strumento indirizzato, piuttosto che all’impossibile compito sostitutivo delle figure genitoriali, ad una loro “rimessa in scena.” La comunità si delinea come: - dimensione affettiva per il nucleo madre/bambino e di tutela del minore; - luogo di relazioni con valenza di “cura”, attraverso l’ascolto, il sostegno al bambino e l’offerta di opportunità che diano prospettiva alla vita delle madri, e quindi dei loro figli, per un progetto di vita coerente ed autonomo; - prefigurazione di una comunità più complessa, nella quale il nucleo possa essere socialmente inserito.
Obiettivi Gli obiettivi che la CRI si propone di perseguire nel lavoro con i nuclei inseriti sono: - favorire nel minore un sano processo di crescita psicofisica e permettere l’elaborazione dei vissuti negativi connessi al maltrattamento; - consentire alla madre di sperimentare una maggiore consapevolezza dei bisogni emotivi, oltre che materiali, dei propri figli, e delle responsabilità nel rapporto reciproco - aiutare la madre a potenziare le proprie risorse e competenze genitoriali - creare nella famiglia “momenti”di riflessione,e di impegno per un progetto di vita; - esplorare i rapporti intra-familiari, compreso quello con il padre, al fine di mediarli e di - migliorarne la qualità, qualora ciò sia possibile; - potenziare la risorse ed il sostegno proveniente dalla famiglia allargata, se presente, e rafforzare i rapporti amicali e di “rete” - sviluppare capacità relazionali, per migliorare la qualità dei rapporti con l’ambiente esterno, anche al fine di rendere la madre più autonoma rispetto alla gestione della propria famiglia (ad esempio nel lavoro, o nella ricerca di una soluzione abitativa autonoma). - fornire un aiuto supplementare alla madre straniera con l’intervento di mediatori culturali.
Interventi sul minore Sulla base dell’esperienza,si è constatata la necessità di potenziare e migliorare ulteriormente le iniziative rivolte al minore, al fine di aiutarlo, con interventi terapeutici e riabilitativi mirati, nell’elaborazione di vissuti connessi al maltrattamento. A tal fine, si sono realizzate attività maggiormente strutturate per un’osservazione globale del bambino. In particolare, nella fase di ingresso nella struttura, si è operato uno screening generale sulle condizioni del minore, con l’ intervento del pediatra e dello psicologo, in modo da conoscerne meglio la situazione, sia riguardo allo sviluppo fisico e alle condizioni di salute, sia riguardo alla sfera psico-evolutiva, o alla presenza di traumi o di regressioni. Ciò ha permesso di elaborare specifici e individualizzati progetti di intervento, articolati su diversi livelli: psicoterapia, percorsi di sostegno nella dimensione affettiva ed emozionale del bambino, educazione all’affettività. I piccoli ospiti, attraverso strumenti e tecniche specifiche (terapia relazionale-emotiva) sono accompagnati alla scoperta delle proprie emozioni e sentimenti, anche di quelli negativi, perché imparino a capirli, accettarli, e trasformarli senza averne paura.
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